DE.CO. CALDOGNO


La Bussolà de Caldogno

E’ un dolce tipico rappresentato anche negli Affreschi di Villa Caldogno. Viene preparato con un impasto ricco di uova e insaporito con del marsala o, in alternativa , con della grappa o dell’anice.
Perfetto da inzuppare nel tè o nel vino.

Trota di Cresole

Nominalmente il Bacchiglione nasce a Dueville dalla convergenza delle acque di una miriade di risorgive, poi s’ingrossa grazie al contributo del torrente Timonchio, che scende dalla Val Leogra, e quando scorre presso Cresole, tagliando lo spigolo sud-est del territorio di Caldogno, può già chiamarsi fiume. Qui, tra tanti piccoli affluenti, scorre la roggia Menegatta, tracciata nel 1656 dal conte Vittorio Porto per introdurre la coltivazione del riso nella zona.
Ampliata nel tempo, fu dotata di pozzi artesiani in alveo per aumentare la portata e alimentare un mulino. Questo, fino alla prima metà del Novecento, quando la coltivazione del cereale perse convenienza e le risaie vennero progressivamente abbandonate. Fu nel primo dopoguerra, facendo tesoro della ricchezza d’acqua e delle esperienze dello scienziato vicentino Luigi Meschinelli, pioniere della troticoltura, anche a Cresole si pensò di scavare alcune peschiere da destinare all’allevamento della trota iridea.
La piscicoltura ebbe successo e alle prime vasche se ne aggiunsero altre a pettine, ombreggiate da pioppi, costruendo anche un piccolo incubatoio per le uova.
Fatto curioso, tra i fattori di successo dell’allevamento va messa in conto l’attività di pesca sportiva, che contava tra i più entusiasti praticanti i soldati americani in quegli anni accampati nei terreni di Villa Casarotto a Vivaro.
Nel 1957 la svolta industriale dell’attività, con la costruzione delle prime vasche in cemento, mentre anche altrove, nel triangolo Cresole -Vivaro-Lobbia sorgevano analoghi impianti. Una crescita continua, fino alla metà degli anni Settanta, quando si producevano filetti di trota affumicata e si allevavano anche anguille per conto delle aziende di Comacchio.
Poi, alla fine degli anni Ottanta, quei cambiamenti di mercato e di contesto che hanno portano alla chiusura della maggior parte delle peschiere.
Quelle superstiti sono state le protagoniste di quella rinascita che ha portato nel 2008 alla prima Festa della Trota di Cresole, da tenersi in aprile, e alla pubblicazione del ricettario «Cento e uno modi di dire trota a Cresole», firmato da uno dei più convinti promotori dell’evento, lo chef Fiorenzo Cazzola.