Villaverla


LE VILLE

VILLA GHELLINI DALL’OLMO

È il capolavoro architettonico di Villaverla. Venne costruita dalla famiglia Ghellini su resti di costruzioni precedenti sulla spinta della rivalità esistente con la vicina famiglia Verlato, dovuta alla lotta per il predominio sul paese. Rimase incompiuta per problemi economici della famiglia e la morte inattesa dell’architetto. L’interruzione dei lavori avvenne nel 1679, data incisa in due luoghi del prospetto maggiore, e con la morte dell’architetto, avvenuta il 3 agosto dell’anno successivo, questi non vennero mai più ripresi. Così l’ala settentrionale del grandioso prospetto si vede ancora oggi bruscamente interrotta appena oltre il primo asse delle finestre. Ciò nonostante questo edificio risulta il capolavoro di Antonio Pizzocaro, concepito quasi come un castello medioevale che recava al centro una piazza d’armi, qui rievocata nel cortile, o come una villa romana, cui si richiama il peristilio con il portico, per la maggior parte coperto, che gira su tre lati. Ad accelerare il deperimento delle strutture architettoniche hanno contribuito nei secoli vari fattori, in quanto vi furono ospitate in passato parecchie famiglie, sistemando e modificando soprattutto i due porticati e il corpo minore. Durante la grande guerra poi, questo luogo servì da riposo e ristoro per i soldati reduci dal fronte, e fu anche colpito da una bomba aerea. A ciò si aggiungono i danni provocati dal tempo e dalle intemperie; risulta pertanto evidente che il complesso necessita di un radicale restauro che conservi e preservi ciò che finora è riuscito a resistere.

villa ghellini

VILLA VERLATO

Villa Verlato chiamata anche Palazzo Verlato Putin del 1576, su progetto di Vincenzo Scamozzi, discepolo di Andrea Palladio. La facciata principale si nota da lontano, provenendo da Vicenza, alta sopra gli edifici minori che in seguito gli furono affiancati intorno. La villa al suo interno conserva ancora belle e ampie sale, tutte adorne di una ricca decorazione ad affresco. La sala centrale rievoca alcuni degli episodi più significativi della vita di Giovanni Verla, il capostipite della famiglia, e le scene raffigurate vengono spiegate da un’iscrizione latina posta sopra ad ogni riquadro. Autore di questa stanza sembra essere stato Girolamo Pisani, mentre la decorazione di quella attigua a sinistra, con scene di trionfi, potrebbe essere stata di Giovanni Battista Maganza, padre del più famoso Alessandro. Di autore ignoto del secondo Cinquecento sembrano le decorazioni con le allegorie delle stagioni e figure mitologiche in una stanza minore, mentre ad altra mano ancora sembrerebbero da attribuirsi le monocrome figure di ciclopi nella sala a destra di quella centrale.
villa verlato

VILLA MARTINENGO SPILLER

Villa Martinengo Spiller di fine Cinquecento. La famiglia Martinengo giunse a Villaverla da Brescia verso la fine del Cinquecento e qui acquistò dalla famiglia Da Porto alcuni edifici, parte dei quali furono abbattuti per ottenere uno spazio sufficiente a costruire una residenza più rappresentativa della loro ricchezza e poter così gareggiare con le altre nobili famiglie del luogo, per imponenza e prestigio.
villa martinengo spiller

LE CHIESE

CHIESA DI SAN DOMENICO DI VILLAVERLA

Nelle «Rationes decimarum» (1297 – 1303) Villaverla era ricordata già come parrocchia. La chiesa attuale risale agli inizi del secolo scorso.

chiesa di San Domenico

CHIESA DI SANT’ ANDREA – NOVOLEDO

Non si hanno notizie certe circa la costruzione dell’attuale parrocchia di S. Andrea in Novoledo. Si presume tuttavia che la chiesa e la relativa torre campanaria furono costruite nel 1848 per opera degli architetti De Boni, che all’epoca erano incaricati di progettare gli edifici di culto locali.
La struttura presenta tratti semplici e le decorazioni, non troppo elaborate, avevano intenzioni prettamente illustrative e didattiche. Nel ventesimo secolo infatti, la quasi totalità della popolazione, per lo più contadina, era analfabeta. Il modo quindi più immediato per approcciarsi alle Sacre Scritture, era mediante l’interpretazione degli elementi decorativi dell’edificio stesso.
Gli affreschi, che ricoprono 100m2 della parrocchia, vennero attribuiti all’udinese Rocco Pittaco, che si impegnò nella decorazione della chiesa, a partire dal 1871. Ad oggi, i decori si presentano discretamente conservati, anche grazie agli interventi di restauro avvenuti negli anni 70 del secolo XX.
IL SACRO CUORE: ciò che annualmente viene celebrata come la festa del paese il primo fine settimana di Luglio, vede come protagonista “il Sacro Cuore”. Il cuore infatti è simbolicamente considerato come sede del sentimento di amore provato nei confronti di Dio.
Chiesa di Sant'Andrea

CHIESETTA DI SAN GAETANO – NOVOLEDO

Nella seconda metà del Seicento, venne costruita una chiesetta dedicata a S. Antonio, direttamente collegata con le stanze della Villa Mantiero, in Novoledo. Nel 1670 però venne fatta richiesta di demolizione da parte di Marco Antonio Ghellini e l’anno successivo venne ricostruita a pochi metri di distanza dalle abitazioni della villa, dove attualmente sorge.
Come testimoniatoci da un’iscrizione all’interno della chiesa, nel 1672 Gerolamo, figlio di Marco Antonio Ghellini, contrasse un “atroce morbo”che quasi lo consumò. Gerolamo tuttavia riuscì a salvarsi per intercessione di S. Gaetano, che gli restituì la salute. In segno di riconoscimento, Marco Antonio Ghellini fece costruire un nuovo altare all’interno della chiesetta e da allora, seppur l’edificio rimane ufficialmente intitolato a S. Antonio, venne da tutti riconosciuto come “Chiesetta di S. Gaetano”.
La chiesetta contiene, per altro, i resti di due, forse tre, defunti ivi sepolti. Dalla descrizione tombale si evince che tra questi vi è sicuramente Luigi Ghellini. Non si hanno tuttavia certezze circa l’appartenenza degli altri resti. Si sostiene tuttavia che si tratti dello stesso Gerolamo Ghellini che probabilmente venne sepolto nella chiesetta di famiglia dedicata al suo santo protettore.
chiesetta di San Gaetano